Cumulo delle infermità

22/12/2014
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L'indennità di accompagnamento è cumulabile con quelle eventualmente spettanti per altre minorazioni civili.
L'intervento della Corte Costituzionale
In base al disposto dell'art. 1 della legge 21 novembre 1988, n. 508, l'inabilità totale, posta come condizione fondamentale per il diritto all'indennità di accompagnamento, può essere riferita soltanto alle minorazioni riguardanti gli invalidi civili e non anche a quelle relative alla cecità e al sordomutismo, le quali possono dare titolo ad un'autonoma prestazione economica.
La questione è stata sottoposta al riscontro di legittimità costituzionale a seguito di un procedimento civile promosso da un minorato affetto da cecità parziale, per la quale fruiva di pensione non reversibile, e da invalidità civile dell'80 per cento, per la quale non aveva potuto conseguire l'assegno mensile perché possedeva redditi superiori al limite previsto per il diritto a tale assegno.
Essendo stato accertato che, sommando l'affezione visiva alle altre patologie, risultava una invalidità dei 100 per cento che rendeva il minorato del tutto inabile a compiere gli atti quotidiani della vita, egli aveva chiesto la concessione dell'indennità di accompagnamento, ma la richiesta era stata respinta in applicazione delle norme sopra citate.
La Corte costituzionale ha ritenuto fondata la questione portata al suo esame e ha dichiarato l'illegittimità delle norme sull'indennità di accompagnamento nella parte in cui escludono che ad integrare lo stato di totale inabilità con diritto all'indennità di accompagnamento possa concorrere, con altre minorazioni, la cecità parziale (sentenza n. 346 del 22 giugno 1989).
Effetti del cumulo.
La pronuncia della Corte costituzionale afferma in sostanza che è possibile cumulare l'affezione visiva (cecità parziale) con altre affezioni invalidanti al fine di integrare lo stato di inabilità totale che, in presenza degli altri requisiti previsti, può dar diritto all'indennità di accompagnamento.
Il principio, profondamente innovativo rispetto alle norme che in precedenza regolavano la materia, si applica esclusivamente per accertare la sussistenza del requisito sanitario prescritto per il conseguimento dell'indennità in questione, mentre non può trovare applicazione, attraverso la valutazione globale di minorazioni di diversa natura, agli effetti del riconoscimento del diritto a pensione.
In altre parole, l'invalido civile parziale il quale abbia anche minorazioni visive o uditive può ottenere, se il complesso delle minorazioni raggiunga la percentuale dei 100 per cento, il riconoscimento di invalido totale ai fini dei conseguimento dell'indennità di accompagnamento, ove ricorrano altri presupposti: e cioè sia anche non deambulante o impossibilitato a compiere gli atti quotidiani della vita.
In tal caso egli potrà conseguire l'indennità di accompagnamento e, sussistendo le condizioni reddituali, l'assegno mensile; non potrà invece pretendere, in sostituzione di quest'ultimo, la pensione di inabilità, il cui diritto è subordinato al requisito dell'inabilità totale valutata esclusivamente in relazione alle minorazioni della categoria di appartenenza.
Si precisa che il principio affermato dalla Corte costituzionale ha avuto effetto dal 28 giugno 1989, data di pubblicazione della sentenza sopra citata.
indennità insieme ad altre provvidenze:
Non è causa di esclusione il godimento dell'indennità di accompagnamento o dell'indennità di comunicazione eventualmente percepite in qualità di cieco civile assoluto o, rispettivamente, di sordomuto, essendo tali indennità cumulabili .
Nell'ambito della pensionistica di guerra, la "prestazione analoga" all'indennità di accompagnamento è l'indennità di assistenza e di accompagnamento, la quale è concessa ai titolari di pensione di guerra di prima categoria.
Quest'ultima indennità, è pertanto non compatibile con l'indennità di accompagnamento prevista per gli invalidi civili e per i ciechi civili.
Cause di esclusione o di sospensione:
Sono esclusi dal diritto all'indennità di accompagnamento gli invalidi che:
a) siano ricoverati gratuitamente in istituto;
b) percepiscano un'analoga indennit√† per invalidit√† contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio, salvo il diritto di opzione per il trattamento pi√Ļ favorevole








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