Beni personali del coniuge che non cadono nella comunione legale dei beni

24/10/2017
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L'approfondimento proposto mira ad individuare l'oggetto della comunione legale dei coniugi, non trascurando di fornire molteplici dettagli circa i beni personali del coniuge che non cadono nella comunione legale e lo scioglimento della comunione legale su richiesta di un solo coniuge.

Il delicato argomento concernente i beni che ricadono nella comunione legale e le correlate problematiche è compiutamente contemplato nel codice civile con particolare riguardo nell'articolo 177 e articolo 179, art 177 c.c.e art 179 c.c.

In particolare, l'articolo 179 c.c.stabilisce tutti i beni che non ricadono mai nella comunione legale dei beni appunto.

In pratica, così come stabilito dall'articolo 177 del codice civile, art 177 c.c.costituiscono oggetto della comunione:

- gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali.

Ad esempio, fanno parte della comunione l'autovettura, gli immobili e i mobili di casa acquistati dopo il matrimonio;

- i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;

- i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati;

- le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.

Qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.

Vi state chiedendo quali beni personali dei coniugi non cadono nella comunione legale?

I beni che non cadono mai in regime di comunione legale dei coniugi vengono elencati nell'articolo 179 del codice civile, art 179 c.c.

Nello specifico, non costituiscono mai oggetto della comunione:

- i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell'atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione;

- i beni di cui prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;

- i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;

- i beni che servono all'esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione;

- i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;

- i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all'atto dell'acquisto.

L'acquisto di beni immobili, o di beni mobili elencati nell'articolo 2683 del codice civile, art 2689 c.c., effettuato dopo il matrimonio, è escluso dalla comunione quando tale esclusione risulti dall'atto di acquisto se di esso sia stato parte anche l'altro coniuge.

Riassumendo:

- rientrano nei beni della comunione legale tutti i beni acquistati durante il matrimonio, ad eccezione dei beni personali a cui abbiamo dedicato un'intera pagina di approfondimento;

- se i coniugi sono in regime di comunione legale dei beni non si possono stabilire quote diverse fra loro, dato che vige il principio dell'uguaglianza delle quote tale posizione non è derogabile neanche con accordo fra le parti.

Il focus dell'approfondimento che segue invece riguarderà lo scioglimento della comunione legale su richiesta di un solo coniuge.

Fermo restando che in ogni caso i coniugi possono decidere, di comune accordo di passare dal regime di comunione legale dei beni a quello di separazione degli stessi dopo aver contratto matrimonio, in alcuni casi la richiesta di scioglimento della comunione può essere inoltrata in Tribunale da uno solo dei coniugi, anche senza l'assenso dell'altro coniuge, così come consentito dall'articolo 193 del codice civile, art 193 c.c.

Uno dei motivi che potrebbero giustificare la succitata richiesta di scioglimento da parte di un solo coniuge é che l'altro coniuge abbia amministrato male il patrimonio comune.

Ad esempio l'altro coniuge potrebbe aver gestito il patrimonio con infruttuosi sperperi o che comunque, abbia gestito in modo spregiudicato e disordinato i propri affari personali.

Tale previsione normativa trova la sua giustificazione dal fatto che il legislatore con essa intende evitare che uno dei coniugi sperperi il patrimonio comune o lo sperperi con debiti correlati ad una cattiva gestione.

L'articolo 193 del codice civile, art 193 c.c.stabilisce inoltre che la richiesta di separazione del patrimonio comune è possibile anche quando uno dei coniugi sia stato dichiarato interdetto o inabilitato.

Per esaustività dell'argomento in parola si evidenzia che l'articolo 194 del codice civile, art 194 c.c.intitolato Divisione dei beni della comunione, stabilisce quanto di seguito riportato:

- La divisione dei beni della comunione legale si effettua ripartendo in parti eguali l'attivo e il passivo dell'intero patrimonio.

- Il giudice, in relazione alle necessità della prole e all'affidamento di essa, può costituire a favore di uno dei coniugi l'usufrutto su una parte dei beni spettanti all'altro coniuge.





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