Percosse o reato di percosse

25/11/2017
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Percosse - (art. 581 del codice penale): “chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente, e' punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire seicentomila.

Tale disposizione non si applica quando la legge considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un altro reato”.

Il delitto di percosse è contemplato all’art. 581 del codice penale e rientra nelle competenza del giudice di pace. Infatti, l'art. 4, 1° comma, lett. a) decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 attribuisce alla competenza di tale giudice onorario il delitto consumato o tentato previsto dall'art. 581, a meno che non ricorrano le circostanze indicate dall'art. 4, 3° comma, d.lgs. n. 274/2000.

In quest'ultimo caso, invece, il delitto di percosse rientra nella competenza penale del Tribunale monocratico (33-ter c.p.p.)

Il reato di percosse è perseguibile a querela della persona offesa ma l'arresto, il fermo, le misure cautelare non sono consentiti; inoltre a tale fattispecie incriminatrice si applicano le aggravanti e le attenuanti comuni (artt. 61 c.p. e 62 c.p.).

Soggetto attivo del reato può essere chiunque e si consuma nel momento in cui si realizza l'atto di percuotere. Si ritiene che l'oggetto materiale del reato sia il corpo di una persona vivente tant’è che le percosse su un cadavere potranno al più integrare l'ipotesi di cui all'art. 410 c.p. (Vilipendio di cadavere).

La percossa si può definire, perciò, un atto violento ma privo di conseguenze lesive per la persona. Il reato di percosse è configurabile allorquando la violenza produce al soggetto passivo soltanto una sensazione fisica di dolore, senza postumi di alcun genere ovvero senza conseguenze patologiche costituenti malattia.

Invece, se ci sono nel corpo di una persona conseguenze patologiche, sia pure di modesta entità come ecchimosi, contusioni, escoriazioni limitate ad una ristretta zona di tessuti, in tal caso si è in presenza del delitto di lesione, ancorché l'intenzione dell'agente sia stata soltanto quella di percuotere.

La struttura del delitto di percosse consente la configurabilità del tentativo (si pensi ad un pugno andato a vuoto per prontezza di riflessi da parte della vittima oppure al caso in cui l'aggressore, che sta per dare uno spintone alla vittima, viene fermato da un terzo).

In determinati casi il delitto di percosse resta assorbito nei reati in cui la violenza è circostanza aggravante o elemento costitutivo, come il delitto di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.), la resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), la rapina (art. 628 c.p.), la rissa (art. 588 c.p.) ed il sequestro di persona a scopo di estorsione.






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