Riparazione e risarcimento per ingiusta detenzione

22/10/2017
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All'imputato è riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo ad ottenere un'equa riparazione per la custodia cautelare subita ingiustamente (artt. 314 e 315 c.p.p.).

Questo diritto è stato introdotto con il codice di procedura penale del 1988 ed è in adempimento di un preciso obbligo posto dalla Convenzione dei diritti dell'uomo (cfr. art 5, comma 5, C.E.D.U.).

La domanda di riparazione è presentata dall'imputato dopo che la sentenza di assoluzione è divenuta irrevocabile e sulla richiesta decide la Corte di Appello con un procedimento in camera di consiglio.

Il presupposto del diritto ad ottenere l'equa riparazione consiste nella ingiustizia sostanziale o nell'ingiustizia formale della custodia cautelare subita.

L'ingiustizia sostanziale è prevista dall'art. 314, comma 1, c.p.p. e ricorre quando vi è proscioglimento con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato.

E' importante tenere presente che, ai sensi del successivo comma 3 dell'art. 314 c.p.p., alla sentenza di assoluzione sono parificati la sentenza di non luogo a procedere e il provvedimento di archiviazione.

L'ingiustizia formale è disciplinata dal comma 2 dell'art. 314 c.p.p. e ricorre quando la custodia cautelare è stata applicata illegittimamente, cioè senza che ricorressero le condizioni di applicabilità previste dagli artt. 273 e 280 c.p.p., a prescindere dalla sentenza di assoluzione o di condanna.

In materia rilevanti novità sono state apportate dalla legge 16 dicembre 1999, n. 479, cosiddetta -Legge Carotti-, il cui articolo 15 ha apportato modifiche all’art. 315 del codice di procedura penale.

In particolare, è aumentato il limite massimo di risarcimento per aver patito un’ingiusta permanenza in carcere, passando da € 51.645,69 a €516.456,90 ed è altresì aumentato il termine ultimo per proporre, a pena di inammissibilità, domanda di riparazione: da 18 a 24 mesi.






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