Comportamenti oppressivi del reato di persecutorie

22/10/2017
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Prima di ogni cosa va sfatato il falso convincimento che gli atti persecutori riguardano un delitto strettamente collegati a chi ha intrattenuto una relazione poi interrotta.

Purtroppo, quest’ultima rappresenta solo una casistica molto comune e spesso attenzionata dalla cronaca televisiva e dalle fonti aperte.

Il reato di persecuzione può essere commesso da chiunque ponga in essere una condotta persecutoria nei confronti di un qualunque soggetto per qualsivoglia motivo.
Cercando di riassumere alcune condotte oppressive che integrano il reato in parola vi rientrano le minacce, molestie, atti lesivi continuati che inducono nella persona che le subisce un disagio psichico e fisico e un ragionevole senso di timore, eccetera.

Sussiste il reato di atti persecutori soprattutto a seguito delle modalità ripetuta nel tempo, contro la volontà della vittima, delle suddette condotte oppressive.

Infine, si osserva che si può presentare querela per atti persecutori e chiedere giustizia entro sei mesi dal verificarsi delle suddette condotte o reato.










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