Atti persecutori

22/10/2017
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Il nuovo art. 612 bis del codice penale stabilisce che il delitto di atti persecutori è punito a querela della persona offesa.

Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi, salvo che il fatto venga commesso nei confronti di un minore d’età.

Nello specifico si deve procedere d’ufficio quando gli atti persecutori vengono commessi con altro delitto per il quale è prevista la suddetta procedibilità o quando vengono commessi nei confronti di un minore o di una persona riconosciuta disabile ai sensi dell’art. 3 della legge 1 febbraio 1992, n. 104.

L'articolo 612 bis del Codice Penale -atti persecutori- stabilisce che:
-Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

La pena è aumentala fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio del 1992, n. 104, ovvero con armi, o da persona travisata.






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