Decoro dell'edificio in condominio

16/10/2018
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L’art. 1138 del codice civile prevede che quando il numero dei condomini è superiore a dieci, deve essere formato un regolamento di condominio, il quale contenga le norme circa l'uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell'edificio e quelle relative all'amministrazione.
Ecco una risposta, elaborata dal Team di www.LegaleFacile.it ad un quesito che potrebbe fornire elementi di approfondimento sull’argomento de quo:

Abito al piano terra in un condominio composto da quattro piani e dispongo di un giardino esterno nella quale ho recentemente installato delle tende da sole che poggiano su di un’apposita intelaiatura in alluminio, fissata all’interno del mio giardino di proprietà esclusiva.
Poiché sulla facciata del palazzo sulla quale ho installato tali tende non esistono balconi soprastanti alla mia corte, per sostenere le tende sono stata costretta ad installare la succitata intelaiatura in alluminio.
Alcuni condomini si sono lamentati con l'amministratore per due ragioni:
1. si lamentano che il colore delle mie tende differisce da quello delle altre tende del palazzo, le quali tuttavia si trovano sulla facciata opposta rispetto alla mia (essendo appunto la mia facciata priva di balconi).
2. sostengono che l'intelaiatura in alluminio possa agevolare l'intrusione dei ladri nelle finestre degli appartamenti soprastanti;
Aggiungo che nel regolamento condominiale non sono presenti clausole specifiche relativamente al colore o alla tipologia delle tende da sole.
Tali lamentele possono essere ritenute legittime ?

Risposta:
L'uso del bene comune (facciata) è legittimo purché si permetta agli atri di farne parimenti uso:
La presunzione assoluta di comunione ex art. 1125 c.c. oltre che alla facciata dell'edificio si estende alla parte ferma o soletta dei balconi.
Pertanto, l'aggancio di tendaggi alla soletta è legittimo a norma dell'art. 1102 codice civile, non alterando la destinazione del bene comune e non impedendo agli altri partecipanti alla comunione di farne pari uso secondo il loro diritto.
Tribunale Civile di Napoli, sezione III, 11/04/1994, nr. 3348
È necessario comunque rispettare in ogni caso le distanze rispetto alle luci e finestre altrui e soprattutto il regolamento:
Le norme sulle distanze legali sono applicabili nei rapporti reciproci fra condomini, in relazione alle parti immobiliari di proprietà esclusiva, qualora uno di essi, utilizzando una parte comune a vantaggio della sua proprietà, sia pure nei limiti di cui all'art. 1102 cod. civ., incorra nella violazione dei diritti di un altro condomino.
Al riguardo sono configurabili temperamenti, alla stregua di una valutazione di compatibilità delle norme succitate con gli interessi da considerare nei rapporti condominiali, allorché trattasi di utilizzazione implicante la violazione di una norma del regolamento condominiale predisposto dall'originario unico proprietario e recepito nei singoli atti di acquisto.
(Nella specie, in base al menzionato principio, il Supremo Collegio ha ritenuto corretta la decisione dei giudici del merito con la quale, in accoglimento della domanda di un condomino, altri condomini erano stati condannati a rimuovere una struttura metallica a sostegno di una tenda, realizzata su di un balcone di loro proprietà esclusiva a distanza inferiore a quella prescritta dall'art. 907 cod. civ. dal balcone soprastante dell'attore ed in violazione di una norma del regolamento condominiale, vietante ogni modificazione dei balconi).
Cassazione Civile , sezione II, 27 aprile 1981, n. 2531
In ogni caso, nell'ambito di un unico immobile condominiale le norme che regolano i rapporti di vicinato trovano applicazione solo in quanto compatibili con la struttura dell'edificio e con le caratteristiche dello stato dei luoghi.
Pertanto, qualora esse siano invocate in una controversia tra condomini, spetta al giudice del merito valutare se, nel singolo caso, dette norme debbano essere osservate o meno, in considerazione dell'esigenza di contemperare i diversi interessi di più proprietari conviventi in un unico edificio, al fine dell'ordinato svolgimento di tale convivenza, propria dei rapporti condominiali.
(Nella specie la Corte di Cassazione, applicando tale principio, ha rigettato il ricorso avverso la pronuncia del giudice di merito che aveva ritenuto legittima la tettoia in lamiera di una tenda parasole (quest'ultima conforme al tipo e colore previsti dal regolamento condominiale) installata da un condomino, ritenendola necessaria - nel caso concreto - per la tutela della sua privacy e per il riparo dagli agenti atmosferici, nonostante fosse di dimensioni maggiori rispetto a quella di analoghi manufatti di altri condomini, provocasse fastidiosi riverberi di luce a causa della copertura metallica, e comprimesse l'esercizio del diritto di veduta in appiombo del condomino dell'appartamento sovrastante).
Cass. civ., sez. II, 30 marzo 2000, n. 3891
L'installazione di una tenda su di un balcone di un edificio condominiale non incide sul decoro architettonico del fabbricato qualora la stessa fuoriesca solo minimamente dal limite del parapetto e presenti le stesse caratteristiche di modello e di colorazione di tutte le altre installate sulle facciate condominiali.
Pret. Civ. Pisa, 3 maggio 1993, n. 140
Il team di www.LegaleFacile.it è solidale nel ritenere che anche se il regolamento non indica colore e foggia, sia prerogativa dell'assemblea indicarle per tutto il perimetro dell'edificio.
Che l'intelaiatura possa agevolare l'intrusione dei ladri, ciò rimane un fatto soggettivo, da provare e non possa essere addotto quale diniego all'utilizzo





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