Separazione consensuale

22/10/2017
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I vantaggi della separazione consensuale sono molteplici, quindi di seguito elenco quelli che ho ritenuto maggiormente interessanti:

- incidere meno possibile sulla qualità di vita;

- evitare i costi e i tempi di una separazione giudiziale;

- possibilità per i coniugi di divorziare dopo 6 mesi anziché un anno previsto nel caso di separazione giudiziale.

In tema di separazione consensuale cito: il decreto legge 132 in data 12.09.2014 pubblicato in Gazzetta Ufficiale in pari data ed entrato in vigore il 13/9/2014, nonché convertito con modificazioni in legge 162 in data 10.11.2014 pubblicata sulla G.U.n.261 del 10.11.2014.

Secondo il suddetto quadro normativo si può addivenire alla separazione consensuale passando per il tribunale ma anche optando per la separazione consensuale in Comune o alla separazione consensuale mediante negoziazione assistita dei rispettivi avvocati.

Si ha separazione consensuale quando marito e moglie decidono di separarsi di comune accordo e regolamentano tutte le questioni matrimoniali ovvero i diritti patrimoniali, mantenimento del coniuge debole, diritti di visita dei figli, mantenimento della prole e assegnazione della casa coniugale.

In pratica la separazione consensuale è quell'istituto che permette ai coniugi di evitare le lungaggini del procedimento giudiziale, addivenendo ad un accordo sulla sospensione del loro rapporto matrimoniale.

L'iter per ottenere la separazione consensuale inizia con il deposito di un ricorso presso la Cancelleria del Tribunale ove almeno una delle parti ha la residenza o il domicilio.

Nel riscorso i coniugi avranno richiesto l'autorizzazione a vivere separati ed indicare per iscritto gli accordi intercorsi tra loro riguardanti tra l'altro i seguenti punti:

- Affidamento e regime delle visite dei figli minori;

- Assegnazione della casa coniugale, indipendentemente dall'esistenza del diritto di proprietà o altro diritto di godimento in favore dei coniugi;

- Eventuale contributo al mantenimento dei minori e/o di uno dei coniugi;

- Ogni altro eventuale accordo circa i rapporti patrimoniali derivanti dal matrimonio come per esempio la divisione del patrimonio mobiliare ed immobiliare.

L'organo competente potrà così formare il cosiddetto fascicolo d'ufficio, nel quale saranno raccolti, oltre al ricorso stesso, anche tutti i documenti che i coniugi hanno ritenuto opportuno allegare.

Conclusi tali adempimenti, il Presidente del Tribunale fisserà l'udienza alla quale devono comparire personalmente i coniugi, principalmente allo scopo di esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione dei coniugi stessi.

Il Presidente del Tribunale, a tal fine, ascolterà i due coniugi, prima separatamente e poi congiuntamente, come previsto dall'articolo 708 del codice di procedura civile; in questa sede, inoltre, il Presidente potrà adottare gli eventuali provvedimenti che riterrà necessari ed urgenti e da tale momento inizia a decorrere il termine di tre anni per poter richiedere il divorzio.

Successivamente, se gli accordi sono ritenuti equi e non pregiudizievoli per i coniugi e soprattutto per la prole, il Tribunale omologa con decreto le condizioni stabilite consensualmente dai coniugi, determinando così la separazione.

Le condizioni stabilite in sede di separazione consensuale potranno comunque essere in seguito modificate o revocate nell'ipotesi in cui sopravvengano fatti nuovi che mutino la situazione di uno dei coniugi o il rapporto con i figli.

In alternativa, senza la necessità di presentarsi in Tribunale si potrà addivenire alla separazione consensuale in Comune, senza bisogno di avvocati a condizione che la coppia non abbia avuto figli e che negli accordi non siano previsti trasferimenti di immobili.

Nel caso di separazione consensuale in comune i coniugi vengono ricevuti dal Sindaco o altro ufficiale di stato da questi delegato che, dopo un primo incontro per tentare la conciliazione, li separa a tutti gli effetti.

Se la coppia ha figli o negli accordi di separazione si stabilisce il trasferimento di un immobile i coniugi possono procedere alla separazione consensuale mediante negoziazione assistita dei rispettivi avvocati.

In pratica trattasi di un accordo che viene consacrato a mò di contratto presso lo studio di uno dei rispettivi avvocati.





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