Incompatibilità fra dipendente comunale e professione di Ingegnere

31/10/2014
Novit
sei in HomePage / Quesiti e risposte / Lavoro e previdenza
Novit

QUESITO:

Salve e complimenti per questo meraviglioso portale di risorse giuridiche.
Sono un Ingenere regolarmente iscritto all'Albo e lavoro con contratto a tempo indeterminato nel mio Comune di residenza.
Fino ad ora, ho svolto attività esterna professionale (consulenze, perizie, ecc...), e generica (Arbitro Camerale e simili), grazie a specifica autorizzazione che richiedevo di volta in volta alla mia Amministrazione e ovviamente fatturando con regolare Partita IVA.
Ora la mia amministrazione mi riferisce di non poter più rilasciare alcuna autorizzazione per l’esercizio all’esterno di attività professionale.
Come se ciò non bastasse mi ha intimato di chiudere la partita Iva relativa alla attività esterna.
Per tali motivi come ho già fatto in precedenza per altre questioni vi chiedo di fare chiarezza sui seguenti interrogativi:
1) E' vero che anche per la professione di ingegnere si è arrivati alla assoluta incompatibilità della qualifica di dipendente comunale con l’esercizio di attività professionale svolta all’esterno dell’amministrazione ?
E, se confermato, tale regola vale anche per l'attività' non professionale?
2) L'attività che ho svolto in questi anni, in alcuni casi verrà remunerata fra qualche anno ancora, pertanto mi chiedo come potrò incassare il compenso se chiudo la Partita Iva ?

RISPOSTA:
Al fine di essere esaustivi abbiamo deciso di evadere il suo quesito con la redazione di due paragrafi finalizzati a fare chiarezza rispettivamente sul profilo giuridico e fiscale della problematica narrata nel suo quesito:
1) Profili giuridici:
Per dare risposta al quesito si devono anzitutto delineare i principi generali che regolano il pubblico impiego.
La normativa di riferimento di tale settore è costituita dal D.Lgs. 165/2001, comunemente denominato Testo Unico del pubblico impiego, che ha introdotto nel settore profonde modifiche volte ad un sempre più consistente avvicinamento della disciplina a quella dettata per i lavoratori privati.
In sintesi, vi sono alcune attività il cui svolgimento è vietato ai dipendenti pubblici, quali l’esercizio del commercio e dell’industria, l’esercizio della libera professione e la tenuta di partita IVA, lo svolgimento di attività di lavoro subordinato presso altri enti pubblici o privati, e, da ultimo, il possesso di cariche in società costituite a fini di lucro.
Esiste, poi, una elencazione di attività consentite solo previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza, quali le attività occasionali e saltuarie, la partecipazione a società agricole a conduzione familiare con impegno non abituale o continuato durante l’anno, il possesso di cariche sociali in società cooperative, l’amministrazione di condominio quando questa riguarda la cura dei propri interessi, le collaborazioni o gli incarichi di consulenza presso altra pubblica amministrazione, purché non si tratti di incarichi professionali.
Da ultimo, si segnalano le attività consentite al pubblico dipendente senza autorizzazione, che sono quelle rese a titolo gratuito per associazioni di volontariato o cooperative a carattere socio assistenziale, la collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie, l’utilizzazione economica da parte dell’autore o inventore di opere dell’ingegno o di invenzioni industriali, la partecipazione a convegni e seminari, gli incarichi per i quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate.
Con riferimento allo specifico quesito, dalla normativa citata in precedenza emerge con chiarezza l’assoluta incompatibilità, per i soggetti che svolgono attività lavorativa a tempo indeterminato alle dipendenze di un’amministrazione pubblica, con l’esercizio di una libera professione e con la tenuta della partita IVA.
Appaiono dunque legittime, ad avviso di chi scrive, le obiezioni sollevate dall’amministrazione comunale di appartenenza circa l’impossibilità della concessione dell’autorizzazione all’esercizio di attività professionale esterna, così come pure legittimo appare l’invito alla chiusura della partita IVA.
Qualche dubbio, invece, sorge circa l’attività non professionale, sulla base del principio che, in questi casi, l’amministrazione può concedere la necessaria autorizzazione, dopo aver valutato la compatibilità, sia in termini di tempo che di eventuale conflitto di interessi, tra l’attività esterna e quella “pubblica”. Infatti, è opportuno verificare la compatibilità con l’attività di dottorato svolta, nel senso di non incorrere in violazioni dei doveri e delle prerogative che disciplinano il rapporto di lavoro pubblico.
Quindi, una volta verificata tale compatibilità, con un’attenta analisi dell’attività da svolgere e dalle problematiche che potrebbero sorgere rispetto all’attività “pubblica”, si dovrebbe richiedere una nuova autorizzazione all’Ente, evidenziando come essa non contrasti con l’attività che definiremmo “principale”.

2) Aspetti fiscali:
Faccio seguito al parere fornitole dal collega Avvocato, ed alle conclusioni raggiunte in merito alla incompatibilità dell'esercizio professionale dell'attività di Ingegnere con l'impiego pubblico.
Ove dovesse procedere alla chiusura della Partita Iva, sarà comunque possibile incassare le somme a Lei spettanti a titolo di compenso per il lavoro già svolto.
In pratica, non emetterà più fattura con Iva, ma una semplice ricevuta per la prestazione di lavoro occasionale, esclusa da IVA ai sensi dell'art. 5 del DPR 633/72 (per mancanza del requisito dell'abitualità e della professionalità dell'attività svolta) in relazione ai compensi incassati.
E' occasionale l'attività svolta in maniera sporadica, senza vincolo di subordinazione e che non abbia i requisiti di abitualità e professionalità richiesti ai fini IVA dall'art. 5 su citato, che identifica quali soggetti passivi IVA (con i conseguenti obblighi di fatturazione ecc.) i soggetti che esercitino arti e professioni.
Ai fini dell'IRE (imposta sui redditi) i redditi da lavoro autonomo occasionale costituiscono "redditi diversi", e sono definiti dall'art. 67, lett. L del TUIR.
Tali redditi si dichiarano sul modello UNICO o sul 730 tra i redditi diversi.
Sulla ricevuta emessa al momento dell'incasso dei compensi, dovrà indicare l'imponibile lordo (compenso lordo) pattuito, la ritenuta d'acconto se applicabile in relazione alla natura del soggetto erogante, e l'importo dei contributi. Va riportata sulla ricevuta la dicitura "non soggetto ad IVA ai sensi dell'art. 5 del DPR 633/72".
La ritenuta alla fonte del 20% va applicata da tutti i soggetti eroganti che rivestano la qualifica di imprenditori o professionisti, escluse le persone fisiche non imprenditori ed alcuni enti.
In merito ai contributi previdenziali applicabili, ove permanga l'iscrizione all'albo degli Ingegneri, si dovrà verificare con l'Ordine di appartenenza se si debba applicare il contributo del 2% anche in caso di lavoro autonomo occasionale, ovvero se sia dovuto il contributo alla gestione separata INPS del 10%.
Come è noto, il contributo del 2% è interamente a carico del committente e non è soggetto a ritenuta, mentre il contributo INPS del 10% è a carico del percettore per 1/3.
Per completezza, si rammenta che a far data dal 1° gennaio 2004 si sono tenuti all'iscrizione alla gestione separata INPS i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo occasionale qualora il reddito annuo derivante da dette attività sia superiore ad euro 5.000. In caso di superamento di detta fascia, i contributi sono dovuti esclusivamente sulla quota di reddito eccedente.


spunti per approfondimento:
incompatibilità incarichi per dipendenti comunali, incompatibilità incarichi per dipendenti pubblici, incompatibilità dipendenti pubblici, il regime delle incompatibilità nel pubblico impiego, incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi per dipendenti pubblici, incompatibilità ambientale dipendenti pubblici, incompatibilità dipendenti pubblici part time, incompatibilità dirigenti pubblici, incompatibilità docenti, incompatibilità avvocato, incompatibilità dipendenti pubblici scuola, incompatibilità dipendenti pubblici partita iva, incompatibilità dipendente amministratore, incompatibilità dipendenti enti locali, incompatibilità nel pubblico impiego, esclusività rapporto pubblico impiego, dipendente pubblico incompatibilità, dipendente pubblico partita iva, dipendente pubblico e libera professione, dipendente pubblico amministratore di condominio








disclaimer

Tags: principi generali che regolano il pubblico impiego, dlgs 165/2001, testo unico del pubblico impiego, normativa di riferimento, autorizzazione a svolgere incarichi esterni, esercizio all’esterno di attività professionale, profilo giuridico, profilo fiscale, attività vietate al dipendente pubblico, conflitto di interessi, incompatibilità pubblico impiego, lavoro autonomo occasionale