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Calamità naturali ...
Costo delle calamità naturali
(utente: 33274)
DOMANDA:
Gentile esperti del progetto “ Legale Facile “ abito a Roma e ho molti partenti
in Abruzzo, nelle zone colpite dal recente sisma.
Vi scrivo per chiedervi un
vostro personale parere sui provvedimenti normativi adottati dello stato nelle
svariate calamità naturali che hanno interessato nel corso degli anni la nostra
amata patria e notizie di sintesi sui costi sostenuti a seguito di tali aventi. XXXXX YYYYYY, Tel. 06-xxxxxxx, Cell. xxx-xxxxx, mail: xxxxxx_yyyyy@hotmail.com
RISPOSTA:
Gentile sostenitore, riteniamo che sia estremamente complicato addentrarsi nella
giungla dei provvedimenti normativi relativi agli interventi dello Stato a
seguito di calamità naturali. Questo vale in particolare per la determinazione
del costo degli interventi e per la loro ripartizione nel tempo.
Ordinanze e
decreti emessi in regime di emergenza nel corso degli anni e ancora oggi vengono
convertiti in leggi di spesa, si istituiscono fondi speciali, si ripartiscono le
competenze su più anni, si attribuiscono gli stanziamenti ad enti differenti.
In due occasioni si è tentato di ricostruire in serie storica il costo degli
stanziamenti per calamità naturali: nel 1989, quando una commissione istituita
presso il Ministero del Tesoro ha quantificato l'impegno finanziario dello Stato
dal 1968 al 1989 e nel 1991, quando il Servizio Geologico Nazionale, estendendo
i dati contenuti nel rapporto del Ministero ha ricostruito gli stanziamenti dal
secondo dopoguerra fino al 1990.
Oggi grazie alla consultazione di svariate fonti aperte, apprendiamo che la
spesa sostenute per far fronte agli eventi più recenti ammontano a circa lire
198.000 miliardi mentre gli stanziamenti complessivi, relativi agli ultimi 47
anni, ammontano a lire 4.000 miliardi l'anno.
E' sostanzialmente inutile tentare un'analisi dell'andamento della spesa nel
tempo, procedendo essa ad impulsi sulla base del verificarsi degli eventi
calamitosi.
Occorre poi aggiungere che il terremoto della Campania e Basilicata
del 1981, determinando circa la metà degli stanziamenti complessivi, relativizza
qualunque ragionamento sulla ripartizione dei fondi per regione o per tipologia
di evento.
Non a caso si stima che il 51,8% degli stanziamenti dal dopoguerra
sia andato all'Italia meridionale e che i terremoti di origine tettonica abbiano
contribuito alla spesa per calamità in misura superiore al 74% del totale.
L'intervento statale conseguente al verificarsi di calamità naturali si
dispiega, soprattutto in relazione agli eventi più gravi su più anni
(addirittura, in alcuni casi, su decine di anni).
Le ragioni sono da ricercare
nel fatto che l'intervento presenta in genere tre fasi:
- la fase degli interventi di emergenza e di pronto soccorso necessari per far
fronte all'evento calamitoso, da attuare nel breve termine e con particolare
riferimento ai disagi delle popolazioni interessate;
- la fase della ricostruzione delle opere infrastrutturali e del patrimonio
edilizio danneggiato o distrutto, nonché della ripresa delle attività economiche
interrotte;
- la fase cosiddetta "di sviluppo", nel corso della quale l'evento calamitoso
rappresenta l'occasione per intervenire sulla situazione preesistente dotando il
territorio di infrastrutture a nuova funzionalità e rinvigorendo la struttura
abitativa ed economica locale.
Proprio quest'ultima fase ha determinato, soprattutto in relazione agli eventi
più disastrosi, le maggiori perplessità. Finanziamenti che si susseguono per
decine d'anni sulla base di vecchie e nuove leggi di spesa, quando l'emergenza
rappresenta ormai un lontano ricordo, finiscono facilmente per assumere il
carattere di trasferimenti di assistenza ordinaria.
Sarebbe importante che,
almeno in questa fase, venissero adottati dei sistemi di monitoraggio e
valutazione degli esiti degli interventi attuati.
Se si può ritenere
comprensibile che durante l'emergenza (assistenza alla popolazione e ripristino
della funzionalità del territorio) la stima del fabbisogno sia approssimativa (e
come tale immediatamente reiterabile) e difficilmente valutabile negli esiti,
ciò non appare altrettanto accettabile per gli interventi di terza fase, che
richiederebbero la massima oculatezza in riferimento all'effettivo fabbisogno.
A queste stime si dovranno sommare le somme che verranno stanziate per far
fronte al recentissimo terremoto che ha interessato l’Abruzzo.
(Questo documento elaborato nell’ambito del progetto di ricerca denominato
Legale Facile vuole essere anche una rassegna dei dati statistici reperiti da
svariate fonti aperte).
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