Costo delle calamità naturali

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facile facile e... aggiornato al 09/09/2010

 





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Calamità naturali ...
Costo delle calamità naturali

 

(utente: 33274)

DOMANDA:
Gentile esperti del progetto “ Legale Facile “ abito a Roma e ho molti partenti in Abruzzo, nelle zone colpite dal recente sisma.
Vi scrivo per chiedervi un vostro personale parere sui provvedimenti normativi adottati dello stato nelle svariate calamità naturali che hanno interessato nel corso degli anni la nostra amata patria e notizie di sintesi sui costi sostenuti a seguito di tali aventi. XXXXX YYYYYY, Tel. 06-xxxxxxx, Cell. xxx-xxxxx, mail: xxxxxx_yyyyy@hotmail.com

RISPOSTA:
Gentile sostenitore, riteniamo che sia estremamente complicato addentrarsi nella giungla dei provvedimenti normativi relativi agli interventi dello Stato a seguito di calamità naturali. Questo vale in particolare per la determinazione del costo degli interventi e per la loro ripartizione nel tempo.

Ordinanze e decreti emessi in regime di emergenza nel corso degli anni e ancora oggi vengono convertiti in leggi di spesa, si istituiscono fondi speciali, si ripartiscono le competenze su più anni, si attribuiscono gli stanziamenti ad enti differenti.

In due occasioni si è tentato di ricostruire in serie storica il costo degli stanziamenti per calamità naturali: nel 1989, quando una commissione istituita presso il Ministero del Tesoro ha quantificato l'impegno finanziario dello Stato dal 1968 al 1989 e nel 1991, quando il Servizio Geologico Nazionale, estendendo i dati contenuti nel rapporto del Ministero ha ricostruito gli stanziamenti dal secondo dopoguerra fino al 1990.

Oggi grazie alla consultazione di svariate fonti aperte, apprendiamo che la spesa sostenute per far fronte agli eventi più recenti ammontano a circa lire 198.000 miliardi mentre gli stanziamenti complessivi, relativi agli ultimi 47 anni, ammontano a lire 4.000 miliardi l'anno.

E' sostanzialmente inutile tentare un'analisi dell'andamento della spesa nel tempo, procedendo essa ad impulsi sulla base del verificarsi degli eventi calamitosi.

Occorre poi aggiungere che il terremoto della Campania e Basilicata del 1981, determinando circa la metà degli stanziamenti complessivi, relativizza qualunque ragionamento sulla ripartizione dei fondi per regione o per tipologia di evento.

Non a caso si stima che il 51,8% degli stanziamenti dal dopoguerra sia andato all'Italia meridionale e che i terremoti di origine tettonica abbiano contribuito alla spesa per calamità in misura superiore al 74% del totale.

L'intervento statale conseguente al verificarsi di calamità naturali si dispiega, soprattutto in relazione agli eventi più gravi su più anni (addirittura, in alcuni casi, su decine di anni).

Le ragioni sono da ricercare nel fatto che l'intervento presenta in genere tre fasi:
- la fase degli interventi di emergenza e di pronto soccorso necessari per far fronte all'evento calamitoso, da attuare nel breve termine e con particolare riferimento ai disagi delle popolazioni interessate;
- la fase della ricostruzione delle opere infrastrutturali e del patrimonio edilizio danneggiato o distrutto, nonché della ripresa delle attività economiche interrotte;
- la fase cosiddetta "di sviluppo", nel corso della quale l'evento calamitoso rappresenta l'occasione per intervenire sulla situazione preesistente dotando il territorio di infrastrutture a nuova funzionalità e rinvigorendo la struttura abitativa ed economica locale.

Proprio quest'ultima fase ha determinato, soprattutto in relazione agli eventi più disastrosi, le maggiori perplessità. Finanziamenti che si susseguono per decine d'anni sulla base di vecchie e nuove leggi di spesa, quando l'emergenza rappresenta ormai un lontano ricordo, finiscono facilmente per assumere il carattere di trasferimenti di assistenza ordinaria.
 

Sarebbe importante che, almeno in questa fase, venissero adottati dei sistemi di monitoraggio e valutazione degli esiti degli interventi attuati.

Se si può ritenere comprensibile che durante l'emergenza (assistenza alla popolazione e ripristino della funzionalità del territorio) la stima del fabbisogno sia approssimativa (e come tale immediatamente reiterabile) e difficilmente valutabile negli esiti, ciò non appare altrettanto accettabile per gli interventi di terza fase, che richiederebbero la massima oculatezza in riferimento all'effettivo fabbisogno.

A queste stime si dovranno sommare le somme che verranno stanziate per far fronte al recentissimo terremoto che ha interessato l’Abruzzo.

(Questo documento elaborato nell’ambito del progetto di ricerca denominato Legale Facile vuole essere anche una rassegna dei dati statistici reperiti da svariate fonti aperte).




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