Quesiti e risposte
Banche ...
Tutela del risparmio
(Utente: 32448)
DOMANDA:
Salve vi scrivo in primo luogo per complimentarmi per il vostro progetto di
ricerca che divulga gratuitamente i risultati della stessa; in secondo luogo per
richiedere qualche chiarimento sulla tutela del risparmio secondo le leggi
nazionali.
RISPOSTA:
In merito riteniamo opportuno citare il Decreto Legge del 9 Ottobre 2008 nr.
155.
Ecco cosa prevede la succitata normativa: “ In pratica, un istituto di credito
che si trova in difficoltà ed è prossimo al fallimento (nel testo del decreto si
parla di inadeguatezza economica della banca), potrà essere salvato dallo Stato
attraverso un vero e proprio aumento di capitale ma solo nel caso in cui,
l'istituto di credito oggetto del provvedimento, abbia provveduto ad approntare
un programma di stabilizzazione e rafforzamento della durata minima di 3 anni.
Essenzialmente, dunque, lo Stato entra in possesso di quote azionarie
significative della banca in crisi. Queste azioni, che saranno appannaggio del
Ministero dell'Economia e delle Finanze, sono "privilegiate", ovvero sono
trattate in modo non convenzionale rispetto alle altre azioni facenti parte
dell'intero pacchetto azionario, in modo tale da garantire una distribuzione dei
dividendi scevra delle limitazioni alla partecipazione al capitale, previste dal
Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (si veda il capo V -
titolo II del T.U.). Di fatto, dunque, lo Stato diventa socio della banca che,
in tal modo, non potrà mai fallire.
Un'altra caratteristica molto importante è che il Ministero dell'Economia e
delle Finanze può rilasciare la garanzia statale su finanziamenti erogati dalla
Banca d'Italia alle banche italiane ed alle succursali di banche straniere che
operano in Italia, per far fronte, con tempestività, a gravi crisi di liquidità.
Ciò vuol dire che saranno tutelati anche i risparmi di chi ha conti aperti con banche estere tipo IngDirect, Barclays, Citibank, eccetera. Questi istituti di credito, infatti, hanno filiali operative in Italia e aderiscono tutte al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi italiano, offrendo ai propri clienti la stessa garanzia di qualsiasi istituto bancario italiano.
Nella malaugurata ipotesi che una banca fallisca, è, inoltre, già da tempo,
garantito ai clienti privati un rimborso del denaro depositato in conto corrente
fino a 103.291,38 euro.
Questa è la soglia di protezione del risparmio più elevata d'Europa, infatti, dietro all'Italia vi è un abisso! La Francia garantisce i depositi fino a 70.000 euro, l'Inghilterra fino a 44.000, l'Olanda fino a 40.000 e la Spagna, insieme alla Germania e all'Austria, a malapena fino a 20.000 euro.
A scanso di equivoci facciamo un esempio. Se disgraziatamente dovesse fallire la
banca xxxxyyyyy che è ad esempio una banca olandese operante da anni in Italia,
si avrebbe diritto ad un rimborso fino a 103.000 euro e non fino a 40.000 euro
come invece prevede la normativa vigente in Olanda!
L'eventuale procedura di rimborso è automatica e viene effettuata sul nominativo
del cliente. Ciò vuol dire che se un cliente ha più conti correnti presso lo
stesso istituto, si vedrà rimborsare in ogni caso, al massimo, 103.291,38 euro
(l'equivalente dei vecchi 200.000.000 di lire) anche se la somma dei diversi
depositi supera questa soglia.
Il provvedimento assunto dal Governo, quindi, in buona sostanza, in accordo con
la Banca Centrale Europea, ridetermina il target logico dell'intervento statale.
Si passa, così, dalla logica dello sfavore per l'intervento pubblico alla logica
del favore per l'intervento pubblico mirato al sostegno sistemico delle banche.
Vuoi porci un quesito o richiedere un approfondimento?
Visita anche la nostra mappa del sito
Quesiti e risposte:

