Amnistia e indulto

24/04/2014
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Cos’è l'amnistia e l'indulto

L’Amnistia è l’atto con cui lo Stato rinuncia a far valere la propria pretesa punitiva per determinate ipotesi di reato commessi in un determinato periodo di tempo, anteriore all’entrata in vigore della stessa legge.

La titolarità del potere di clemenza spetta al Presidente della Repubblica, che lo esercita su legge di delegazione delle Camere.

Si è soliti distinguere tra amnistia propria, che riguarda i reati per i quali ancora non è intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna, ed amnistia impropria che riguarda i reati in cui è già stata pronunciata sentenza penale irrevocabile di condanna.

La prima è causa di estinzione del reato, l’altra causa di estinzione della pena, che fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie ma lascia sussistere quegli effetti penali che non rientrano tra queste (recidiva, abitualità, professionalità).

L’amnistia può essere sottoposta a condizioni o obblighi. Non si applica ai delinquenti abituali, professionali e per tendenza ai recidivi aggravati e reiterati salvo che il decreto disponga diversamente.

E’ possibile rinunciare all’amnistia in quanto la legge deve consentire all’imputato, che lo richiede, di dimostrare la propria innocenza (C.Cost. sentenza n. 175/71).

La rinuncia è un atto formale e personale dell’imputato che richiede una dichiarazione chiara al giudice, ed una volta posta in essere è irrevocabile.

L’Indulto al pari dell’amnistia è un atto di clemenza generale, che non opera sul reato ma esclusivamente sulla pena principale che è in tutto o in parte condonata o commutata in altra specie di pena.

Estingue quindi la pena principale ma non le pene accessorie, salvo che il decreto disponga diversamente, lascia sussistere gli altri effetti penali della condanna. Anche per l’indulto è possibile distinguere tra indulto proprio, quando intervenga durante l’esecuzione della pena rispetto ad una sentenza irrevocabile, e di indulto improprio, quando sia applicato dal giudice di cognizione con sentenza.

Il potere di indulto spetta al Parlamento che delibera a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera. Come per l’amnistia l’efficacia è circoscritta ai reati commessi fino al giorno precedente all’emanazione del decreto. Non si applica nei casi di recidiva aggravata o reiterata, di abitualità e professionalità nel reato, nonché di tendenza a delinquere.

Concludo questa breve ricerca ricordando la recente legge 31/07/2006 - nr. 241, con la quale il Parlamento ha concesso l'applicazione dell'indulto per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006. Il testo della succitata legge, in stralcio, viene di seguito riportato:

Art. 1.

1. E' concesso indulto, per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006, nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie sole o congiunte a pene detentive. Non si applicano le esclusioni di cui all'ultimo comma dell'articolo 151 del codice penale.

2. L'indulto non si applica:

a) per i delitti previsti dai seguenti articoli del codice penale:
1) 270 (associazioni sovversive), primo comma;
2) 270-bis (associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico);
3) 270-quater (arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale);
4) 270-quinquies (addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale);
5) 280 (attentato per finalità terroristiche o di eversione);
6) 280-bis (atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi);
7) 285 (devastazione, saccheggio e strage);
8) 289-bis (sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione);
9) 306 (banda armata);
10) 416, sesto comma (associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di cui agli articoli 600, 601 e 602 del codice penale);
11) 416-bis (associazione di tipo mafioso);
12) 422 (strage);
13) 600 (riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù);
14) 600-bis (prostituzione minorile);
15) 600-ter (pornografia minorile), anche nell'ipotesi prevista dall'articolo 600-quater.1 del codice penale;
16) 600-quater (detenzione di materiale pornografico), anche nell'ipotesi prevista dall'articolo 600-quater.1 del codice penale, sempre che il delitto sia aggravato ai sensi del secondo comma del medesimo articolo 600-quater;
17) 600-quinquies (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile);
18) 601 (tratta di persone);
19) 602 (acquisto e alienazione di schiavi);
20) 609-bis (violenza sessuale);
21) 609-quater (atti sessuali con minorenne);
22) 609-quinquies (corruzione di minorenne);
23) 609-octies (violenza sessuale di gruppo);
24) 630 (sequestro di persona a scopo di estorsione), commi primo, secondo e terzo;
25) 644 (usura);
26) 648-bis (riciclaggio), limitatamente all'ipotesi che la sostituzione riguardi denaro, beni o altre utilità provenienti dal delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione o dai delitti concernenti la produzione o il traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope;

b) per i delitti riguardanti la produzione, il traffico e la detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, di cui all'articolo 73 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, aggravati ai sensi dell'articolo 80, comma 1, lettera a), e comma 2, del medesimo testo unico, nonchè per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all'articolo 74 del citato testo unico, in tutte le ipotesi previste dai commi 1, 4 e 5 del medesimo articolo 74;

c) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all'articolo 1 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, da1la legge 6 febbraio 1980, n. 15, e successive modificazioni;

d) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all'articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e successive modificazioni;

e) per i reati per i quali ricorre la circostanza aggravante di cui all'articolo 3 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205.

3. Il beneficio dell'indulto e' revocato di diritto se chi ne ha usufruito commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a due anni.

4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2006








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