La strage di Novi Ligure

18/02/2018
Novità
sei in HomePage / Misteri / La strage di Novi Ligure
Novit
La strage di Novi Ligure

1 febbraio 2001.

A Novi Ligure (Alessandria) sono da poco passate le 20.30 quando una ragazzina urlante, in preda al panico, esce di corsa dalla villetta di via D’Acquisto 12, nel quartiere periferico di Lodolino.

A chi la soccorre, la ragazza, Erika de Nardo, 16 anni, racconta tra le lacrime che due uomini, probabilmente degli albanesi, penetrati nella villetta hanno massacrato a coltellate la madre ed il fratellino, mentre lei, dopo una colluttazione con uno degli assassini, è riuscita miracolosamente a fuggire.

Poco dopo Erika chiama con il cellulare il suo fidanzatino, Omar Mauro Favaro, 17 anni, che la raggiunge immediatamente. 48 ore appena e il racconto di Erika si disfa come fosse un castello di carte.

Troppe le contraddizioni, troppe le tracce sulla scena del crimine che non combaciano con la versione fornita dalla giovane. Lasciati soli in una stanza della caserma dei carabinieri dove i due giovani sono stati a lungo interrogati, scatta la trappola.

I loro discorsi vengono intercettati e registrati.

Nella serata del 23 febbraio i due ragazzi vengono messi in stato di fermo su ordine del procuratore di Alessandria, Carlo Carlesi.

Sono loro gli assassini di Susy Cassini, 45 anni e di Gianluca De Nardo, 12, madre e fratello di Erika.

Lei è l’assassina, lui ha ampiamente collaborato al duplice omicidio, più che un semplice delitto un vero massacro.

Ma perché Erika e Omar hanno ucciso?

Quale il movente che può spingere due adolescenti ad una furia tanto selvaggia?

Perché Erika odiava sua madre e suo fratello a tal punto da massacrarli?

Come ha potuto una ragazzina, all’apparenza timida e mingherlina, di appena 16 anni, convincere il suo ragazzo ad uccidere?

Capire da cosa origini tanto odio, specie nella mente di un giovanissimo, è impossibile.

Si è detto e scritto che Erika si sentiva troppo controllata e bloccata nei suoi movimenti dalla severità della madre che non assecondava il suo legame con Omar.

Ma si è anche detto e scritto che Erika avesse intenzione di uccidere anche suo padre, Francesco De Nardo, 43 anni.

Forse la solitudine, forse rancori repressi ed ingigantiti nella personalità disturbata di due minori, forse una rabbia sproporzionata - per noi adulti - è lievitata a tal punto da scatenarsi in una violenza travolgente e sanguinaria.

Forse. Erika De Nardo ed Omar Mauro Favaro, in tre gradi di giudizio sono stati sempre condannati alla stessa pena: 16 anni per lei, 14 per lui





Tematiche Legali Informazioni Legali Quesiti e Risposte Tutela lavoratori e pensionati





disclaimer



Novità