Scontrini ricevute fatture

25/04/2014
Novitŕ
sei in HomePage / Informazioni legali / Scontrini ricevute fatture
Novitŕ
Scontrini ricevute fatture
Cosa sono i dati fiscali
Buone regole per combattere l´evasione
Sospensione dall´albo per mancata emissione della fattura
Nessuna sanzione al cliente senza scontrino fiscale
Mancata emissione dello scontrino
Come si accerta la mancata emissione dello scontrino fiscale ?
Chiusura del negozio per mancate emissioni di scontrini fiscali

La sezione si presenta come una guida operativa contenente dissertazioni tributarie correlate a documenti come lo scontrino, la fattura, le ricevute fiscali e il ddt o documento di trasporto.

Si ritiene opportuno precisare fin da subito che il D.P.R. 472/96 ha introdotto il Documento di Trasporto (DDT) come sostituzione della precedente Bolla di Accompagnamento.

In pratica il documento di trasporto ha una valenza ai fini fiscali per il rispetto della normativa, permette di avvalersi della fatturazione differita e, infine, consente di non cadere nelle presunzioni di cui all’art. 53 del D.P.R. 633/72.

Tra le altre normative che saranno oggetto di studio si evidenzia il Decreto del Presidente della Repubblica del 21 dicembre 1996, n. 696 (Regolamento recante norme per la semplificazione degli obblighi di certificazione dei corrispettivi) all’articolo 3 (modalità di documentazione), che recita:

- Ai fini della deducibilità delle spese sostenute per gli acquisti di beni e di servizi agli effetti dell’applicazione delle imposte sui redditi, può essere utilizzato lo scontrino fiscale, a condizione che questo contenga la specificazione degli elementi attinenti la natura, la qualità e la quantità dell’operazione e l’indicazione del numero di codice fiscale dell’acquirente o committente, ovvero la ricevuta fiscale integrata a cura del soggetto emittente con i dati identificativi del cliente.

- Il rilascio dello scontrino fiscale o della ricevuta fiscale non e` obbligatorio nell’ipotesi in cui per la stessa operazione sia emessa la fattura di cui all’articolo 21, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

- Lo scontrino fiscale, emesso all’atto della consegna o, se anteriore, del pagamento del corrispettivo e la ricevuta fiscale, aventi le caratteristiche indicate al primo comma, possono essere utilizzati come documenti idonei ai fini dell’osservanza della disposizione contenuta nell’articolo 21, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

In linea generare verranno fornite informazioni per capire i soggetti esonerati e quelli obbligati a rilasciare ricevuta o scontrino fiscale.

Troveremo una risposta ai seguenti quesiti:

- Quali operazioni sono soggette al rilascio dello scontrino fiscale?

- chi è obbligato a dare lo scontrino fiscale e a chi si deve chiedere?

Cercheremo di fare un tantino di chiarezza sui soggetti obbligati al rilascio dello scontrino fiscale emesso dal misuratore fiscale volgarmente conosciuto con l’allocuzione cassa.

Il pezzetto di carta che viene consegnato al cliente è contraddistinto dal logotipo fiscale (simbolo MF seguito da cifre/lettere identificativo del misuratore fiscale) solitamente riportato nella parte inferiore dello scontrino.

La ricevuta è invece compilata a mano in doppia copia, su un bollettino madre/figlia (una copia per il cliente, l’altra per l’esercente), con data e numerazione progressiva.

Quest’ultima è la forma diffusa tra i prestatori d’opera come operai, idraulici, elettricisti, e da chiunque non voglia sobbarcarsi l’onere del registratore fiscale.

Affronteremo in chiave giuridico tributaria il cosiddetto trucco del preconto che sembrerebbe essere utilizzato da alcuni ristoratori che senza alcun scrupolo per il consumatore incassano il compenso e non rilasciano la ricevuta vera e propria.

Talvolta intascandosi anche l’Iva che aggiungono a piè di lista.

Bisogna sempre ricordarsi di chiedere lo scontrino dopo aver pagato il ristorante.

Lo scontrino fiscale va sempre richiesto anche perché è valido come garanzia d’acquisto su tutti i beni di consumo, vale 24 mesi a partire dalla data di rilascio e aumenta di due mesi se il difetto si manifesta negli ultimi giorni di validità della garanzia legale.

Oggigiorno non si rischia alcuna multa se in sede di controllo delle autoritĂ  competenti il consumatore pur avendo acquistato un oggetto o fruito di una prestazione risulti non munito del relativo documento fiscale.

In passato, invece, era diverso poiché il cittadino-cliente che dimenticava di ritirare lo scontrino fiscale o la ricevuta era soggetto a una multa salata.

In ultimo illustreremo l’assunto della legge che ha consentito alla grande distribuzione di alleggerire l’onere dei «misuratori fiscali» (laddove sono presenti molte casse).

Fermo restando l’obbligo di comunicare telematicamente ogni mese all’Agenzia delle Entrate gli incassi quotidiani. «Ma nel loro caso il rischio di evasione da omessa certificazione è basso in considerazione anche dell’insieme di regole di controllo di gestione, interne alle aziende in questione.


spunti per approfondimento:
quali sono le differenze tra fattura, ricevuta fiscale e scontrino, obbligo di scontrino o ricevuta fiscale, scontrini non fiscali, scontrini fiscali, scontrini parlanti, scontrini manuali, scontrini farmaci, lo scontrino, scontrini farmacia, ricevuta fiscale, fac simile ricevuta fiscale, ricevuta fiscale e fattura differenze, modello ricevuta fiscale, ricevuta fiscale senza partita iva, modulo ricevuta fiscale, ricevuta fiscale fattura, ricevuta fiscale prestazione occasionale, fattura fiscale, fattura avvocato








disclaimer

Tags: diritto tributario, documento di trasporto ddt, documento di trasporto normativa, scheda di trasporto, documento di trasporto fac simile, fattura differita, fattura accompagnatoria, art 53 del dpr 633/72, dpr 696/1996, spese deducibili