Corsia preferenziale

30/10/2014
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Nel corso della nostra attività di ricerca giuridica abbiamo riscontrato che spesso gli utenti di www.LegaleFacile.it richiedono chiarimenti sulle possibilità di inoltrare un eventuale ricorso poiché destinatari di contravvenzione per la seguente infrazione: “ Circolava nella corsia o area di percorrenza riservata ai mezzi pubblici ”. Inoltre, troppo spesso nell’ambito dell’attività di ricerca privata condotta da www.LegaleFacile.it abbiamo notato che svariati utenti riferiscono che l’infrazione non è stata contestata nell’immediatezza senza un giustificato motivo, ma poi nella contravvenzione ritrovano la seguente allocuzione “ …. per non intralciare il servizio pubblico di trasporto”. In linea generale in questi casi si potrebbe impugnare la contravvenzione per svariati motivi, alcuni dei quali li riportiamo di seguito:

Primo motivo di ricorso
Corte di Cassazione civile, seconda sezione, del 27 luglio 2007 n. 16777
Da molto tempo si discute sulla validità delle multe emesse dagli ausiliari del traffico, istituiti con la legge 15.5.1997 n. 127, più comunemente nota come legge Bassanini bis. Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione ha finalmente messo fine alla diatriba affermando il principio secondo cui le uniche multe che gli ausiliari sono competenti ad emettere, sono quelle aventi ad oggetto la sosta dei veicoli e limitatamente alle aree oggetto di concessione. Viceversa sono assolutamente incompetenti per le rilevazioni di altre e diverse infrazioni.
Il caso di specie riguarda un automobilista di Roma che, multato da un ausiliare del traffico per aver circolato su una corsia preferenziale, promuoveva ricorso avverso il verbale innanzi al Giudice di Pace, il quale, tuttavia, respingeva il ricorso; indi promuoveva ricorso per Cassazione.
Ripercorrendo la normativa susseguitasi nel tempo in materia, la Suprema Corte ha ribadito che gli ausiliari sono legittimati all’esercizio di compiti di prevenzione e accertamento di violazioni del codice della strada sanzionate in via amministrativa, in quanto l’art. 17 comma 132 della Legge n. 127/2007 deve ritenersi norma di stretta interpretazione.
Secondo la Cassazione, infatti, “…Il legislatore, evidentemente proprio per queste ragioni, ha quindi avuto cura di puntualizzare che le funzioni riguardano soltanto le “violazioni in materia di sosta” e “limitatamente alle aree oggetto di concessione”, poiché la loro attribuzione è apparsa strumentale rispetto allo scopo di garantire la funzionalità dei parcheggi, che concorre a ridurre, se non ad evitare, il grave problema, del congestionamento della circolazione nei centri abitati.”
Ne consegue che gli ausiliari del traffico, intanto sono legittimati ad accertare e contestare violazioni a norme del codice della strada, in quanto dette violazioni concernano le disposizioni materia di sosta. Laddove, invece, le violazioni consistano in condotte diverse, quale, nella specie, la circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici, l’accertamento può essere compiuto dal personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone, ma non anche dagli ausiliari del traffico, di cui alla L. n. 127 dal 1997, art. 17, comma 132.
I giudici della Corte ricordano inoltre che agli ausiliari del traffico “può essere conferita anche la competenza a disporre la rimozione dei veicoli, ma esclusivamente dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento dei veicoli in sosta, in seconda fila negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata dei veicoli “.
“Gli ausiliari non possono contestare il traffico sulla corsia preferenziale. Non ne hanno il potere. Non solo, la multa sulla corsia preferenziale richiede la contestazione immediata e gli ausiliari non hanno il potere di fermare il veicolo! La multa per circolazione sulla corsia preferenziale può essere fatta solo dai dipendenti delle società che esplicano il servizio di trasporto pubblico e solo in caso di emergenza”
Bisogna allora verificare che nel verbale ci sia scritto
“accertatore nominato con ordinanza sindacale ….. ai sensi della L. 127 art. 17 comma 133 del 15/5/1997, e L. 488/99 art. 68?.
In questo caso il verbale è nullo e la sanzione inefficace!
E se si tratta della multa fatta da un dipendente di una società che conduce tram o autobus (o da personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico)?
La multa va comunque impugnata, non potendo il presunto trasgressore avere contezza della circostanza. Sarà compito del Comune dimostrarlo.

Secondo motivo di ricorso
Se non si tratta di ausiliare ma di vigile urbano, la multa va impugnata perchè il verbale non motiva la mancata contestazione immediata. Ovvero la motivazione addotta nel verbale è insufficiente ad integrare la mancata contestazione immediata.
Se trattasi invece di conducente di autobus (o di personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico) la motivazione della mancata contestazione immediata è ancora insufficiente, perchè avrebbe dovuto essere segnalato anche il caso di emergenza.
E dunque, il verbale è nullo e la sanzione inefficace.

Terzo motivo di ricorso
La multa è senz’altro impugnabile sia perchè probabilmente elevata da un ausiliare del traffico (non abilitato ASSOLUTAMENTE), sia perchè difetta di motivazione per la mancata contestazione immediata, come spiegato nell’articolo.
Ed è carente nella motivazione della mancata contestazione immediata anche se la contravvenzione fosse stata elevata da un agente ispettivo dell’azienda di trasporto pubblico (ATAC). In questo caso, infatti, l’agente accertatore è abilitato a rilevare infrazioni relative alla abusiva circolazione nelle corsie preferenziali, ma deve invocare le circostanze di urgenza per poter procedere alla contestazione differita.
Non si può certo chiudere la storia con la solita formula: “non si è proceduto alla contestazione immediata per non interrompere il pubblico servizio”. Una formula che non regge più sia nell’impugnazione dinanzi al Prefetto che in quella presso il Giudice di Pace.


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