Norme per tutelarsi dai Maltrattamenti

25/04/2014
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Norme per tutelarsi dai Maltrattamenti
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Chi è vittima di maltrattamenti, abusi, violenze spesso non sporge denuncia per vergogna paura o per semplice ignoranza.

E la violenza contro le donne, consumata nella maggior parte dei casi in famiglia, rimane ancora un fenomeno sommerso, non criminalizzato, anche quando nei comportamenti si ravvisano evidenti estremi di reato.

Importante rispetto a ieri è che oggi questo problema non è più un fatto privato, un problema personale ma un problema collettivo e sociale di cui la società tutta deve farsi carico, in termini di tutela e di difesa dei diritti di chi ne è vittima ma soprattutto di condanna, non solo morale, di chi ne è autore.

In tal senso va sottolineata la recente approvazione della Legge n. 154 del 4 aprile 2001 “Misure contro la violenza nelle relazioni familiari” (G.U. n. 98 del 28 aprile 2001), che prevede l’allontanamento del coniuge violento dalla casa familiare come prima forma di misura cautelare per la tutela dell’incolumità della persona offesa o dei suoi prossimi congiunti, nei termini e con le modalità ivi previste.

Le violenze domestiche possono dar luogo a distinti reati, fra cui: maltrattamenti, percosse, lesioni, violazione degli obblighi di assistenza.

Per maltrattamenti la legge intende tutti quei fatti che producono sofferenze fisiche e/o psicologiche e che si sono ripetuti nel tempo.

Chiunque maltratta una persona della famiglia o un minore di anni 14 o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia è punito con la reclusione da 1 a 5 anni.

Se dai maltrattamenti deriva una lesione personale grave la pena prevista è da 4 a 8 anni, se la lesione è gravissima la reclusione è da 7 a 15 anni, se ne deriva la morte, la pena sale da 12 a 20 anni.

Commette reato di percosse chi compie atti di violenza isolati o comunque non continuativi nei confronti di una persona di famiglia.

Il reato è punito a querela della vittima con la reclusione fino a 6 mesi o con la multa da Euro 258,00 a Euro 2582,00 (è competente a giudicare sul reato di percosse il giudice di pace).

Se dal comportamento violento deriva una malattia del corpo o della mente, il reato previsto è quello di lesioni personali punito più gravemente soprattutto se le lesioni hanno una durata superiore ai 20 giorni e se si tratta di lesioni gravi o gravissime.

Incorre nel reato di violazione degli obblighi di assistenza il coniuge che tiene una condotta contraria all’interesse della famiglia o si allontana dalla casa coniugale venendo meno agli obblighi morali e materiali verso la moglie e i figli, con particolare riferimento agli obblighi economici, sia in costanza di matrimonio sia a seguito di separazione e/o divorzio













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